Intervista a Cosmano Lombardo del Web Marketing Festival e..tanto altro

Buongiorno Cosmano, o meglio Lombardo!

Per prima cosa ti voglio ringraziare per questa intervista, ma soprattutto per i tuoi progetti nel digitale, sempre pieni di energia, cosi tante novità e quell’occhio al sociale che li rende ancora più preziosi!

Ti porgo alcune domande, alcune chieste espressamente dalle Wonder Women del mio gruppo facebook Wonder Woman in Digital.

Eccole:

Una tua presentazione in qualche parola

Da sempre appassionato di innovazione digitale e sociale, ho fondato, insieme a Giorgio Taverniti e Andrea Pernici, Search On Media Group, azienda che si occupa di consulenza e formazione sul digitale, di cui sono amministratore delegato, e che organizza il Web Marketing Festival, un acceleratore del processo di Innovazione per il Paese.

Risultati immagini per cosmano tavernitiSe vuoi sapere il mio percorso “classico” , sono Laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Bologna, laurea specialistica in Cooperazione allo Sviluppo presso l’Università di Siena, Master in Business Administration presso la Business School di Bologna. Un passato nel mondo Ngo e istituzionale tra Università, la Fao e il Ministero degli Affari esteri.

Da quanto tempo svolgi la tua attività?

Sono passati 12 anni, da quando nel 2007 è nato il progetto con il mio amico di infanzia Giorgio Taverniti. In seguito sono state coinvolte una serie di persone che sono state importanti nella nostra vita.

Noi non lo definiamo un “lavoro” ma un “progetto di vita” che quotidianamente coinvolge 40 persone, molte delle quali donne.

Com’è nata la tua passione per il marketing?

Ho sempre avuto una forte passione per i temi legati all’innovazione e il marketing è qualcosa connesso alla natura stessa dell’essere umano. Infatti il marketing non è qualcosa legato solo alla vendita ma è un aspetto che si unisce alla strutturazione del business.

Essendo un appassionato di innovazione e imprenditorialità, non so dire di preciso quando sia nata la mia passione.

Cosa ne pensi della cultura digitale in italia, in particolare nelle aziende?

Le aziende sono in uno stato di grazia attualmente perché sino a 4-5 anni fa la situazione non era delle più rosee.

Nell’ultimo periodo le imprese italiane si sono evolute, sono in continuo sviluppo e finalmente hanno compreso che rivoluzionare e reimpostare il business sul digitale è il modo migliore per crescere.

Infatti il mondo digital si dovrebbe utilizzare come un elemento di pianificazione più che un mero strumento da azionare a piacimento.

Le aziende hanno intuito che il digitale può essere una svolta ma non per tutti è così: per le micro imprese che sono ancora in fase embrionale, il mondo digital si ferma ai social network, mentre le aziende più grandi hanno iniziato a impostare il proprio business con la digital trasformation, che viene utilizzata da sempre dalle grandi realtà italiane.

Pensate anche alle figure lavorative come il CTO, che ha preso sempre più piede.

In questo momento si sta spingendo forte sul digitale e non abbiamo nulla da invidiare agli altri Paesi.

In merito alle professioni digitali, pensi che l’Italia sia adeguata o c’è bisogno di qualcosa in più?

C’è bisogno di qualcosa in più come negli altri paesi.

In Europa c’è ancora un forte gap tra la domanda delle professioni digitali e le offerte e questo è dovuto alla formazione, soprattutto universitaria, che attualmente non è aggiornata alle richieste del mercato.

Le istituzioni non riescono a sensibilizzare le persone e i propri dipendenti su temi come l’intelligenza artificiale o la robotica.

L’obiettivo del WMF infatti è quello di colmare il gap tra domanda e offerta sulle professioni digitali, mettendo a disposizione programmi formativi di qualità ad un prezzo accessibile, sperando, nel nostro piccolo, di dare un supporto.

Da dove è nata l’idea di questo festival?

È sempre stato un nostro sogno.

Noi siamo cresciuti in un piccolo paese in Calabria che si chiama Monasterace, situato sul mare. Si trattava di un piccolo mondo dove accadevano un sacco di cose.

Si studiava e si giocava insieme e con l’arrivo dei primi immigrati abbiamo avuto la possibilità di confrontarci su diversi temi, in particolare sullo sport.

Avevamo l’opportunità di confrontarci spesso anche con gli anziani, che  avevano molte cose da poterci insegnare.

Per questa ragione siamo cresciuti con il mito di una società dove l’intreccio tra i “saperi” producesse qualcosa di utile anche per gli altri.

Da qui è partita l’idea del Festival che ha portato alla creazione di un percorso di formazione gratuita in tutta Italia, per la semplice esigenza di voler creare quel mondo.

Abbiamo pensato al “Festival” perché per noi, quando eravamo bambini, la nostra quotidianità era una festa continua, come appunto ad un festival.

Per questo abbiamo insistito sul voler creare qualcosa che potesse aiutare nella formazione ma che sviluppasse la cultura e producesse innovazione sociale. Una volta proposto ai nostri collaboratori e messo a punto le idee, abbiamo creato il WMF.

 

Il web marketing è un mondo molto vasto a volte, è alquanto difficile districarsi e trovare professionisti seri. Voi come fate a scegliere i vostri ospiti?

È davvero difficile attualmente per le imprese affidarsi a professionisti seri perché è come un cane che si morde la coda.

In molti hanno intrapreso il marketing – con particolare attenzione al web marketing – ma solo come uno strumento di visibilità.

Capisco le difficoltà delle aziende nell’andare ad individuare dei professionisti seri e quindi il nostro consiglio è quello di accertarsi dei lavori dei candidati e di informarsi il più possibile.

Noi, per trovare i nostri relatori, abbiamo la call for speaker, quindi tutti i professionisti e gli appassionati possono inviare una candidatura che poi viene analizzata da un team didattico composto da esperti.

Analizziamo le candidature, il profilo ed in seguito si contatta direttamente il candidato, in modo da approfondire al meglio la questione.

È un processo abbastanza lungo, soprattutto se pensate che la call for speaker viene aperta ad ottobre e la chiudiamo solamente ad aprile.

Ci sono mesi e mesi di lavoro, con un team dedicato che segue tutto questo procedimento.

Quante donne saliranno sul palco in percentuale circa visto che spesso gli speaker degli eventi digital sono spesso per lo più uomini?

Questo è un tema su cui stiamo lavorando.

Già nel 2010 volevamo fare un evento sulla SEO, dal nome “roSEO”, per sottolineare quanto le donne siano importanti nella costruzione costante non solo di un evento ma di una qualsiasi tipo di rete.

È un tema su cui lavoriamo da tempo, anni fa abbiamo fatto un evento in cui le relatrici erano tutte donne, senza farlo presente ai partecipanti.

Solamente alla fine infatti le persone si resero conto che salirono sul palco solamente delle donne.

Al WMF c’è una buona percentuale di donne, circa il 40%.

Ci sono inoltre tematiche innovative con speaker donne. Invece il nostro staff è composto per più del 50% da ragazze, e posso affermare con estrema certezza che nel mio mondo ideale le persone con cui collaborerei maggiormente sarebbero le donne, soprattutto se sono mamme.

Loro hanno una marcia in più, riescono a definire le priorità, ad essere più legate ai propri colleghi e sono cose che vanno oltre alla realizzazione di un evento

Il nostro gruppo nasce per dare voce al lato rosa del mondo digital. Voi date particolare attenzione a mantenere un equilibrio tra i sessi?

Noi cerchiamo il profilo che ci interessa maggiormente, quindi non prestiamo molta attenzione sul sesso dei candidati.

Spesso ci accorgiamo solamente a posteriori che le persone che contattiamo sono per lo più donne.

Nel nostro evento per esempio, tramite la Startup Competition, possiamo affermare che le donne sono assolute protagoniste: persone come Cecilia Nostro di Friendz sono diventate veri e propri punti di riferimento all’interno delle proprie aziende.

Cecilia è salita sul nostro palco e in soli 3 minuti ha conquistato il pubblico ed è oggi la persona che sta trainando la propria azienda.

Noi, come accennato prima, abbiamo una visione della donna come punto di riferimento e non solo nella famiglia o nel lavoro ma anche all’interno di un evento.

C’è una donna del mondo digital una collega che ammira in modo particolare? Perché?

Assolutamente sì, Federica Angeli.

Non rappresenta proprio il mondo digital ma quello della informazione in generale.

Lei è una giornalista che sta portando avanti una lotta contro la mafia di Roma e in tutta Italia.

Ha sfidato numerose famiglie mafiose e si impegna quotidianamente online e dovrebbe essere un esempio per tutti quanti, non solo per le donne.

Ultima domanda: un consiglio spassionato alle donne digitali?

Non aver assolutamente alcuna remora nel mettere in ambito lavorativo quelle che sono le soft skills tipiche di una donna.

Le donne sono parte integrante di un team vincente.

Per quanto riguarda il digital, penso che se ci fosse una maggiore presenza di donne in rete, come per esempio sui social network, probabilmente non ci sarebbe questa diffusione d’odio, d’altronde noi uomini solitamente siamo meno responsabili.

GRAZIE LOMBARDO E…ci vediamo al festival!

 

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